Ricordo ancora l’ultimo anno in cui Babbo Natale venne a farmi visita. Avevo dieci anni: chiedevo, speravo, temevo. Non ero pronta a dirgli addio, e credo che in fondo nessuno lo sia mai davvero.
Poi ci sono passata anche da mamma. Negli ultimi anni, quando le certezze di mio figlio hanno iniziato a vacillare, nei suoi occhi ho rivisto quel timore di chi ha paura di crescere. E nei miei, quello di vederlo grande.
Per accompagnarlo in questo passaggio, gli ho sempre detto che Babbo Natale continua a far visita ai bambini finché loro credono in lui.
È una risposta semplice, ma potente. È servita a lui, e continua a servire a me quando i miei alunni cercano spiegazioni, conferme, un po’ di magia.
E funziona. Sempre.
Ma visto che i suoi ci tengono così tanto, decide di accontentarli scrivendo forzatamente una lettera nella quale chiede in regalo una console per videogiochi.
Mamma e papà accontentano la richiesta, in fondo fermare il tempo e tenere il proprio figlio bambino non ha prezzo!
La mattina di Natale il ragazzo scopre, accanto al suo regalo costoso, un pacchetto anonimo contenente una locomotiva a vapore davvero graziosa.
Nessuno sa da dove arrivi. I genitori sembrano sbalorditi quanto il figlio, si domandano se Babbo Natale non esista davvero e in questo caso si sia anche sbagliato?!?
Non dimentichiamo che questa meraviglia è firmata dalla più amata autrice francese per ragazzi e dal più grande illustratore britannico Quentin Blake.

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