Passa ai contenuti principali

VACANZE SENZA MAMMA E PAPA' ? COME AFFRONTARE IL DISTACCO?

CHE FATICA LASCIARE MAMMA E PAPA'
Testo e illustrazioni di Michel Gay
Traduzione di Federica Rocca
Babalibri


Alcuni bambini affrontano senza timori le situazioni nuove, per altri il momento del distacco può risultare un vero e proprio trauma.
Questo albo è adattissimo per chi vuole affrontare il discorso della separazione dalla famiglia, del distacco inteso come momento di passaggio e di crescita.

Zeb è una piccola zebra alle prese con la partenza per il campo estivo, da bravo cucciolo vuole dimostrare a tutti di essere grande ma quando ormai la partenza è imminente realizza che gli mancheranno i baci di mamma e papà.
Come di sovente accade i genitori trovano una soluzione geniale...ritagliano tanti foglietti e su ognuno stampano teneri baci che racchiudono in una scatola di caramelle, preparando così un’abbondante e tenera scorta.
Alla zebretta, quando si sentirà triste, basterà aprire la scatola e prendere un fogliettino con impressi i baci di mamma e papà.
Questi rassicuranti baci-caramella diventeranno un tesoro da condividere con i compagni di viaggio che da forti e sicuri si tramuteranno in timorosi e tristi.
Perché si sa, il distacco dai genitori appartiene a tutti ma risulta più facile se condiviso con altri!
Questo è un libro dolcissimo che sa di miele ;-)


Anno di pubblicazione: 2008
Età consigliata: 3-5 anni
Prezzo di copertina:12,50 euro 
per acquistarlo clicca qui  
è disponibile una versione economica (clicca qui)


L'autore MICHEL GAY
Nasce nel 1947 a Lione da una famiglia di musicisti. Ricorda di aver cominciato a disegnare fin dalla più tenera età.

Commenti

  1. Mi ricorda di quando ero bambina! Che fatica staccarsi dalla mamma... invece poi mi sono abituata ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quando si è piccoli, staccarsi dai genitori non è mai semplice..ma con la scorta di baci di Zeb tutto diventa più facile e rassicurante ;-)

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

IL TUTORIAL CHE TI INSEGNA COME COSTRUIRE UN TAVOLO LUMINOSO PER I TUOI BAMBINI

COSTRUIRE UN TAVOLO LUMINOSO PER I VOSTRI BAMBINI Il tutorial che vi porto oggi è uno a cui tengo particolarmente, essendo uno dei primi DIY che ho realizzato per i miei bimbi e che ci ha regalato tanti bei momenti: il tavolo luminoso ispirato al Reggio Emilia Approach . Metodo che assegna un ruolo centrale al bambino e dove tra tanti aspetti cerca di potenziare la creatività tramite la sperimentazione, il gioco, la musica, l’arte, ecc....e dove la luce ha un ruolo fondamentale. Il tavolo luminoso è lo strumento ideale per sviluppo della percezione sensoriale, dell'osservazione, è indicato per prolungare i tempi d’attenzione e migliorare l'apprendimento scolastico attraverso il gioco. COSA VI OCCORRE: -Tavolino LATT Ikea -Lastra di plexiglass (vetro sintetico) traslucida opaca  delle stesse misure di quella in dotazione del kit del tavolo. Ho trovato un negozio online che lo tagliava su misura. Vi lascio il link -Carta sta

UNA POESIA CONTRO LA GUERRA... DI GIANNI RODARI

  PROMEMORIA CI SONO COSE DA FARE OGNI GIORNO: LAVARSI, STUDIARE, GIOCARE PREPARARE LA TAVOLA, A MEZZOGIORNO. CI SONO COSE DA FARE DI NOTTE: CHIUDERE GLI OCCHI, DORMIRE, AVERE SOGNI DA SOGNARE, ORECCHIE PER SENTIRE. CI SONO COSE DA NON FARE MAI, NÉ DI GIORNO  NÉ DI NOTTE NÉ PER MARE  NÉ PER TERRA: PER ESEMPIO, LA GUERRA! GIANNI RODARI immagine tratta dal blog   Farefuorilamedusa

Il pensiero di Loris Malaguzzi raccolto in una poesia per bambini...

Invece il cento c'è" è la poesia per bambini  scritta dal celebre pedagogista Loris Malaguzzi, in poche righe riassume il pensiero del fondatore del Reggio Approach. È contenuta all'interno del libro " I cento linguaggi dei bambini". INVECE IL CENTO C'E' Il bambino è fatto di cento. Il bambino ha cento lingue cento mani cento pensieri cento modi di pensare di giocare e di parlare cento sempre cento modi di ascoltare di stupire di amare cento allegrie per cantare e capire cento mondi da scoprire cento mondi da inventare cento mondi da sognare. Il bambino ha cento lingue (e poi cento cento cento) ma gliene rubano novantanove. Gli dicono: di pensare senza mani di fare senza testa di ascoltare e di non parlare di capire senza allegrie di amare e di stupirsi solo a Pasqua e a Natale. Gli dicono: di scoprire il mondo che già c’è e di cento gliene rubano novantanove. Gl