Michele D'Ignazio è uno degli autori che tiro fuori dal cilindro ogni volta che, in classe, qualche alunna o alunno attraversa il temuto "blocco del lettore". La sua scrittura conquista sempre, grazie a una sensibilità rara: quella di sapersi mettere all'altezza dei più piccoli senza mai banalizzare i loro desideri, le loro paure o il loro bisogno di sentirsi compresi.
Con Felice e l'invenzione del mare, pubblicato da Rizzoli, l'autore ci regala un'avventura che diventa presto un viaggio straordinario, capace di attraversare l'estate, rafforzare i legami e di raccontare il potere salvifico dell'immaginazione.
Felice e l'invenzione del mare, Michele D'Ignazio, con le illustrazioni di Lisa Bonandin per Rizzoli.
La trama: Un'estate in città (con la maschera da sub)
Con l'immaginazione tutto è possibile, anche portare il mare tra le pareti di casa. Le vacanze estive sono appena iniziate, ma Felice riceve una notizia deludente: quest'anno non si andrà al mare. Papà e mamma devono lavorare, e la prospettiva è quella di trascorrere l'intera estate in città. Un vero disastro per un bambino che, pur di fare il bagno, aveva chiesto il mare in regalo direttamente a Babbo Natale! Invece, quel burlone vestito di rosso gli ha portato "solo" una maschera da sub, che ora Felice indossa perennemente, in segno di pacifica protesta e ostinata speranza.
Ma cosa succede quando l'imprevisto bussa alla porta?
A innescare la magia è lo zio Pepe, l'esploratore della famiglia, in partenza per l'India. All'aeroporto viene fermato da un addetto ai controlli perché la sua misteriosa valigia non passa il metal detector. Lo zio decide quindi di imbarcarsi comunque e affidare il suo pesante bagaglio ai nipoti.
Felice e Miranda, grazie al contenuto della valigia dello Zio e con l'aiuto di tanti amici, riusciranno a scovare il mare ovunque e a colmare il vuoto della vacanza mancata.
I personaggi: il paladino della felicità e la magia della "Ciancica"
Uno dei punti di forza del romanzo è la caratterizzazione dei personaggi, descritti con una freschezza irresistibile.
Felice: il protagonista è un bambino solare, che si definisce "un paladino delle piccole felicità" tanto che ogni giorno ne pesca almeno una. Ha un animale preferito decisamente anticonvenzionale: mentre tutti adorano i delfini, lui ama i lamantini. Nel descrivere il mammifero marino, lo misura con un'unità di misura tutta sua: sapendo che pesa 600 chili, calcola che equivale esattamente a 1200 pacchi di pasta! A breve capirete perché...
La mamma di Felice: il riferimento alla pasta non è casuale. La mamma di Felice dirige il pastificio più importante della città, un dettaglio che si riflette brillantemente anche nelle illustrazioni del libro.
Il padre di Felice: fa il grafico, lavora in una tipografia e ha una deformazione professionale poetica e divertente: quando guarda il mondo, non vede oggetti, ma lettere. Una E in un pettine, una T in un ombrellone, una Z in un metro pieghevole.
Miranda e la "Ciancica": la sorellina minore di Felice ama gli abbracci a panino - quelli che schiacciano - e possiede la "ciancica". D'Ignazio ci regala una definizione spensierata e poetica allo stesso tempo: la ciancica è l'effetto sorpresa, un guizzo che sbuca dal nulla, "Un colpo di scena in pigiama. È una risposta senza domanda." I grandi con la loro ossessione per le pieghe perfette, non capiscono che a stirare troppo la realtà si finisce per perdere le sue grinze più belle.
Il Club dei ciclisti: Felice fa parte di un club che quando è al completo gli fa battere forte il cuore. Devo aggiungere altro?
Le illustrazioni di Lisa Bonandin accompagnano il testo e lo amplificano grazie alla tecnica materica utilizzata. Le tavole partono sempre da collage visivi che stimolano l'osservazione dei lettori. Così, i capelli di Felice e di Miranda sono realizzati con una vera spugna di mare; la madre invece, Direttrice del pastificio più importante della città, sfoggia una chioma fatta di spaghetti, mentre il padre, ha il viso composto da lettere che richiamano il suo lavoro da grafico. Dettagli marini sono disseminati un po' in ogni capitolo
, come forti richiami evocativi. Sulle pagine gli oggetti prendono vita e ogni volta si trasformano in qualcosa di inaspettato e meraviglioso.
Perchè leggerlo?
Felice e l'invenzione del mare è una storia che elogia il pensiero laterale e il diritto alla noia, dimostrando come i limiti - come una vacanza negata - possano trasformarsi nel trampolino di lancio per avventure ben più grandi.
Altamente raccomandato per accompagnare le giornate estive dei giovani lettori, esortandoli a non "stirare" troppo la realtà e a cercare sempre il mare, anche in salotto.
Età di lettura: 8+
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