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Libri sull'Olocausto per tutta la famiglia

Gennaio è il mese che dedico alle letture intense,  quelle che fatichi a far scorrere velocemente, quelle che impattano profondamente sull'essere. Ho suggerimenti per diverse età: per bambini, adolescenti, studenti e adulti che sentono il bisogno di fermarsi a riflettere e ricordare.  



LA GUERRA È FINITA di David Almond - Salani

È il 1918 e la guerra è ovunque. Il papà di John è lontano, a combattere in Francia insieme a milioni di altri papà. La sua mamma lavora nella fabbrica d'armi più grande del mondo, che non ne vuol sapere di rimanere chiusa nemmeno per un'ora, nemmeno di notte. E continua a crescere, crescere, crescere... A scuola, l'arcigno preside McTavish non fa che ripetere che tutti, adulti e bambini, sono coinvolti nella lotta per sconfiggere il malvagio nemico tedesco, e ogni volta John si pone la stessa domanda: 'Quando finirà?' Ma un giorno, nei boschi alla periferia della città, come in un sogno vede apparire Jan, un bambino tedesco che è proprio come lui: stessa età, stessa altezza e, sospetta John, stessa voglia di lasciarsi quella guerra alle spalle per incontrarsi, finalmente, e spargere insieme i semi della pace. 

Un testo lirico, commovente e delicato. Una storia che si avvicina ai sentimenti dei ragazzi proprio perché narrata con la voce di un loro coetaneo. 

John desidera che la guerra finisca al più presto e fatica ad accettare le atrocità del presente.  I suoi amici dopo la scuola giocano alla guerra, lui invece spera che tutto cambi. Un giorno incontra un bambino tedesco e capisce che entrambi sono nella stessa oscurità, in cerca di un rifugio, desiderosi di affetto.

I disegni ad inchiostro di David Litchfield trasformano in poesia un testo fitto e intenso. Le colombe volano nel cielo accanto alle granate, mentre le lacrime della mamma e del suo bambino si trasformano in schegge taglienti capaci di ferire.

"Caro Jan, sono un ragazzino come te. Non sono in guerra contro di te. Non sei in guerra contro di me."

Età lettura: 9 - 12 anni

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L'AQUILONE DI NOAH di Rafael Salmerón - Uovonero


Noah è un bambino diverso dagli altri: vive nel suo mondo, non parla e non sembra ascoltare. 
Ha una sola passione: il suo aquilone, e ogni occasione è buona per farlo volare nel cieli di Cracovia. 
Noah è il figlio più piccolo dell’orologiaio ebreo Leopold Baumann e di sua moglie Dora. La sua è una famiglia disgregata, attraversata dal conflitto tra la madre, pratica e distaccata, e il padre, timido e appartato; l'unico rifugio sicuro sono le braccia forti e amiche del fratello maggiore Joel.

È il 1939 e i tedeschi hanno appena invaso la Polonia. 
Molti sanno che l’odio dei nazisti verso gli ebrei è reale e temono per la loro vita, ma alcuni sono convinti che staranno meglio sotto il governo dei tedeschi. 
In poco tempo però il susseguirsi divieti, violenze, persecuzioni rende evidenti i piani dei nazisti...

Un romanzo potente capace di accendere la speranza anche quando tutto sembra andare male. Noah è estraneo a tutto, la sua disabilità non gli permette di comprendere cosa sia a guastare l'aria e il cielo. Suo fratello Joel si prende cura di lui,  lo tiene distante dallo scenario di crudeltà e morte che aleggia nell'aria. A tratti la sofferenza viene alleggerita da un amore adolescenziale che può far dimenticare per brevi istanti dove ci si trova. 

"È proibito a tutti gli abitanti del ghetto far volare o utilizzare in qualsiasi modo aquiloni o manufatti simili"

Età lettura: dai 14 anni

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LE SARTE DI AUSCHWITZ di Lucy Adlington - Rizzoli

Irene, Renée, Bracha, Katka, Hunya, Mimi, Manci, Marta, Olga, Alida, Marilou, Lulu, Baba, Boriška... 

Durante la fase culminante dello sterminio degli ebrei d’Europa, venticinque giovani internate nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau furono selezionate per disegnare, tagliare e cucire capi d’alta moda destinati alle mogli delle SS del lager e alle dame dell’élite nazista berlinese.Trascorrevano le giornate chine sul loro lavoro, in una stanza situata nel seminterrato dell’edificio che ospitava gli uffici amministrativi delle SS. Il lavoro nel Laboratorio di alta sartoria – così era chiamato il locale – le salvò dalla camera a gas. Attingendo a diverse fonti, comprese una serie di interviste all’ultima sopravvissuta del gruppo, Lucy Adlington narra la storia di queste donne. Le sarte di Auschwitz racconta gli orrori del nazismo e dei campi di concentramento da una prospettiva originale. E allo stesso tempo è un monito a non sottovalutare la banalità del male.

Questo libro narra un aspetto dei lager del tutto inedito. I riflettori sono puntati sulla moda, il regime voleva che Berlino divenisse il centro degli interessi tessili mettendo in ombra Parigi. Non aspettatevi un romanzo leggero. Ci troviamo di fronte ad uno studio approfondito compiuto dall'autrice sui tessuti e la moda durante il periodo dell'Olocausto. Da qui l'incontro con l'ultima donna sopravvissuta che ha potuto documentare con precisione quanto vissuto sulla pelle da lei e le colleghe sarte.  Una storia di sopravvivenza grazie ad aghi, filo e stoffa. 

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